Copertina articolo Microsoft 365 E7: cosa c'è davvero dentro la Frontier Suite

Microsoft 365 E7: cosa c’è davvero dentro la Frontier Suite

Bundling, costi nascosti e pressione AI: quello che bisogna valutare prima dell’acquisto

Il 9 marzo scorso Microsoft ha fatto un annuncio importante. Ha presentato Microsoft 365 E7, che ha chiamato “The Frontier Suite” — la suite di frontiera. Non è un nuovo prodotto: è un bundle all’interno della famiglia Microsoft 365 dove quattro componenti già esistenti sono stati raccolti sotto un nome nuovo e un prezzo unico.  

Il nome però è stato scelto con cura: se la tua azienda non è su E7, il messaggio implicito è che non è alla frontiera. È rimasta indietro. 

Prima di prendere qualsiasi decisione, vale la pena capire cosa c’è davvero dentro questa offerta and quali sono gli elementi che richiedono una valutazione attenta.

Cosa c’è dentro 

E7 sarà disponibile dal 1° maggio 2026 a $99 per utente al mese, con o senza Teams (rispettando quindi i requisiti dell’unbundling nell’UE).  

Dentro ci sono quattro componenti che esistevano già e che si potevano comprare separatamenteMicrosoft 365 E5 a $60, Microsoft 365 Copilot a $30, Entra Suite a $12 e il nuovo Agent 365 a $15. Se li sommi, arrivi a $117. Il bundle li offre a $99, con un risparmio dichiarato del 15%. 

La matematica funziona — ma alcuni esperti di licensing come SAM Expert hanno già evidenziato una contraddizione nel calcolo. Entra Suite viene inclusa a $12, che è il prezzo aggiuntivo rispetto a Entra ID P1, già presente in M365 E3. Il problema è che E7 include M365 E5, non E3, e M365 E5 include già Entra ID P2, che copre alcune delle funzionalità di Entra Suite.  

Il valore incrementale reale per chi parte da E5 è quindi inferiore a $12, e il risparmio effettivo di E7 scende dal 15% dichiarato a circa il 12-13%. Non è una differenza enorme in valore assoluto, ma è un elemento da tenere presente — specialmente su deployment di grandi dimensioni. 

In ogni caso, il confronto con il listino à la carte è solo il punto di partenza. Il confronto che conta davvero è con quanto si paga oggi: se si è su E5 a $57 con Copilot a $30, si spendono $87 per utente. Il passaggio a E7 significa $12 in più per utente al mese per aggiungere Entra Suite e Agent 365. La domanda concreta è se questi due componenti genereranno valore reale per la propria organizzazione. 

C’è poi un elemento di contesto che non si può ignorare. E5 salirà a $60 da luglio 2026. E3 è già a $39. Gli sconti volume EA sono stati eliminati a novembre 2025 (ne abbiamo parlato anche here as well). Molte organizzazioni stanno già assorbendo aumenti effettivi del 15-23% prima ancora di considerare E7. Il prossimo rinnovo è strutturalmente più costoso del precedente — E7 va valutato su questa base, non sul confronto con il listino à la carte. 

Il contesto in cui nasce E7 

Per capire perché Microsoft ha lanciato E7 proprio ora, è utile guardare a cosa è successo con Copilot negli ultimi due anni. 

Copilot è stato lanciato nel 2023 a $30 per utente al mese come add-on (here as well il nostro articolo sul tema). Dopo due anni di sconti progressivi applicati a partner e clienti enterprise, abbassamento delle soglie minime e fatturazione mensile per ridurre le barriere all’adozione, i risultati mostrano che Microsoft conta 15 milioni di seat pagati su una base installata di 450 milioni di utenti M365 commercial — circa il 3,3% della base installata. Il dato è stato divulgato per la prima volta nell’earnings call di gennaio 2026, dopo otto trimestri senza comunicare il numero, e analizzato dalla newsletter di settore Perspectives Plus. 

Non è un caso isolato nella storia di Microsoft. Quando un prodotto non raggiunge i livelli di adozione attesi come add-on, la risposta ricorrente è il bundling. È già successo con Teams Phone e con Power BI Pro, entrambi assorbiti dentro E5. E7 segue la stessa logica per Copilot e Agent 365. 

Il risultato pratico è la possibilità che con E7 Copilot possa diventare un default, non una scelta. Quando un’azienda firmerà un EA standardizzando sul piano E7 (magari per evitare di essere “declassato” al contratto MCA), il costo si sulla totalità della base utenti, indipendentemente da chi effettivamente userà Copilot o Agent 365 ogni giorno. 

In uno scenario in cui si discute di tutele per il mercato – vedi il caso dell’unbundling di Teams – forse è ora di cominciare a dare maggiori strumenti di consapevolezza e tutela anche a chi firma il contratto: il bundling progressivo potrebbe ridurre la capacità delle organizzazioni di capire cosa stanno comprando e perché.

L’elemento che merita più attenzione: i costi di consumo 

Questo è probabilmente l’aspetto più sottovalutato dell’intera offerta. 

$99 per utente al mese non è il costo completo di un’organizzazione che vuole usare gli agenti AI in modo strutturato. 

Agent 365 — uno dei componenti principali di E7 — è un piano di controllo. Serve a osservare, governare e monitorare gli agenti. Va integrato con Copilot Studio — lo strumento con cui si progettano e pubblicano gli agenti — che ha costi di consumo separati basati su Copilot Credits. Per agenti più complessi, che richiedono modelli custom o orchestrazione avanzata, si aggiunge Microsoft Foundry, la piattaforma Azure sottostante, con costi a consumo ancora più variabili. Questi costi non sono inclusi nel prezzo E7 e finiscono sulla fattura Azure, gestiti da team diversi, sotto centri di costo diversi.  

E in assenza di una pratica FinOps adeguata, c’è anche il rischio che quei costi a consumo possano non essere correttamente inseriti, previsti o ottimizzati rispetto al commitment Azure in essere. 

Il punto critico è che al 9 marzo 2026 Microsoft non ha pubblicato architetture di riferimento né linee guida sul costo totale di proprietà per deployment agentici a scala enterprise.  

Copilot Studio ha un listino pubblico, ma i costi reali dipendono da come gli agenti vengono progettati, da quali modelli usano e da quanto frequentemente interagiscono con sistemi esterni — variabili che nessun documento Microsoft aiuta ancora a stimare in modo strutturato. Chi firma E7 oggi si impegna su un modello di costo la cui parte variabile è ancora difficile da quantificare. È un elemento che il CFO e il team di procurement dovrebbero tenere presente nella pianificazione del budget. 

Alcune funzionalità non sono ancora pronte per la produzione 

Un secondo aspetto da conoscere riguarda lo stato effettivo del prodotto al lancio. 

Al 1° maggio 2026 diverse funzionalità di sicurezza di Agent 365 rimarranno in anteprima pubblica. La protezione runtime delle minacce — uno dei casi d’uso principali per chi vuole governare gli agenti in ambienti di produzione — entrerà in anteprima ad aprile 2026, quindi non sarà disponibile in generale al lancio ufficiale. 

Chi acquista Agent 365 il giorno uno dovrebbe verificare quali funzionalità sono effettivamente in disponibilità generale e quali sono ancora in fase di preview, prima di costruire piani di deployment su di esse. 
 

Il modello di licensing degli agenti è ancora in evoluzione 

C’è una questione strutturale che guarda ai prossimi anni e che merita una riflessione. 

Microsoft ha indicato pubblicamente che gli agenti AI dovranno essere licenziati in modo simile ai dipendenti — con identità propria, accesso ai dati, compliance. La logica conseguente è che un’organizzazione con 5.000 dipendenti che distribuisce 2.000 agenti potrebbe trovarsi a gestire licenze per 7.000 “lavoratori”. 

I $15 per utente di Agent 365 sono il punto di partenza attuale. Su un contratto triennale, ci si impegna in un modello di pricing che Microsoft sta ancora completando. È un elemento di rischio che va quantificato, specialmente per le organizzazioni che hanno piani significativi di automazione nei prossimi anni. 
 

La pressione che le organizzazioni sentiranno 

Il brand “Frontier” è costruito per creare un senso di urgenza – una tecnica classica del change management teorizzata da John Kotter: per far accettare un cambiamento, prima devi convincere le persone che non agire è pericoloso. In un momento in cui i consigli di amministrazione chiedono alla direzione IT di dimostrare progresso sull’AI, chi non adotta E7 si troverà a dover spiegare la scelta. L’onere della prova tende a spostarsi: non è più solo il vendor a dover dimostrare il valore del prodotto. 

Questo contesto rende il prossimo ciclo di rinnovi EA particolarmente delicato. Arrivare preparati — con dati di utilizzo reali, una valutazione onesta dei componenti necessari, e una stima dei costi di consumo — è la differenza tra una decisione commerciale consapevole e una presa sotto pressione. 
 

Alcune funzionalità non sono ancora pronte per la produzione 

Un secondo aspetto da conoscere riguarda lo stato effettivo del prodotto al lancio. 

Al 1° maggio 2026 diverse funzionalità di sicurezza di Agent 365 rimarranno in anteprima pubblica. La protezione runtime delle minacce — uno dei casi d’uso principali per chi vuole governare gli agenti in ambienti di produzione — entrerà in anteprima ad aprile 2026, quindi non sarà disponibile in generale al lancio ufficiale. 

Chi acquista Agent 365 il giorno uno dovrebbe verificare quali funzionalità sono effettivamente in disponibilità generale e quali sono ancora in fase di preview, prima di costruire piani di deployment su di esse. 
 

Il modello di licensing degli agenti è ancora in evoluzione 

C’è una questione strutturale che guarda ai prossimi anni e che merita una riflessione. 

Microsoft ha indicato pubblicamente che gli agenti AI dovranno essere licenziati in modo simile ai dipendenti — con identità propria, accesso ai dati, compliance. La logica conseguente è che un’organizzazione con 5.000 dipendenti che distribuisce 2.000 agenti potrebbe trovarsi a gestire licenze per 7.000 “lavoratori”. 

I $15 per utente di Agent 365 sono il punto di partenza attuale. Su un contratto triennale, ci si impegna in un modello di pricing che Microsoft sta ancora completando. È un elemento di rischio che va quantificato, specialmente per le organizzazioni che hanno piani significativi di automazione nei prossimi anni. 
 

La pressione che le organizzazioni sentiranno 

Il brand “Frontier” è costruito per creare un senso di urgenza – una tecnica classica del change management teorizzata da John Kotter: per far accettare un cambiamento, prima devi convincere le persone che non agire è pericoloso. In un momento in cui i consigli di amministrazione chiedono alla direzione IT di dimostrare progresso sull’AI, chi non adotta E7 si troverà a dover spiegare la scelta. L’onere della prova tende a spostarsi: non è più solo il vendor a dover dimostrare il valore del prodotto. 

Questo contesto rende il prossimo ciclo di rinnovi EA particolarmente delicato. Arrivare preparati — con dati di utilizzo reali, una valutazione onesta dei componenti necessari, e una stima dei costi di consumo — è la differenza tra una decisione commerciale consapevole e una presa sotto pressione. 
 

Come possiamo aiutare 

At WEGG siamo consulenti SAM specializzati nell’ottimizzazione dei costi di licenza e nella negoziazione con i vendor software. Affianchiamo le organizzazioni nella strutturazione di processi di gestione delle licenze che garantiscano al tempo stesso la compliance e una leva concreta di risparmio strutturale.  

Lo facciamo tramite la tecnologia Flexera, che raccoglie i dati dell’installato sugli endpoint e li confronta con l’acquistato — e che, tramite connettore SaaS alle API Microsoft, porta dentro la piattaforma i dati di utilizzo dal Microsoft 365 Admin Center e da Viva Insights. Il risultato è una vista unica per utente: licenza assegnata, utilizzo reale, pattern di lavoro — tutto in un posto solo, senza incrociare manualmente export da sistemi diversi. 

Su questa base lavoriamo su tre fronti. Aiutiamo a:  

  • ottimizzare il parco licenze esistente. Chi sta usando una licenza E5 con esigenze da E3? Chi ha un account attivo ma non usa nulla? Mappare i gap tra licenze assegnate e utilizzo effettivo consente di correggere i sovrautilizzi esistenti e di selezionare gli utenti giusti per l’upgrade, invece di gonfiare ulteriormente una spesa già sovradimensionata. 

 

  • stimare i costi di consumo degli agenti. Dai dati di utilizzo identifichiamo i processi candidati all’automazione — chi genera documenti ricorrenti, chi gestisce richieste standard su Teams, chi interagisce con sistemi esterni come ERP o CRM — e costruiamo scenari di consumo con forchette di costo dichiarate, tra Copilot Studio e Foundry, prima che arrivino in fattura come una sorpresa. 
     
  • costruire una posizione negoziale fondata sui dati. Arrivare al rinnovo preparati significa avere numeri reali in mano: utilizzo per utente, costi attuali, scenari alternativi. È la differenza tra accettare la proposta Microsoft o avere gli elementi per discuterla. 
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