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Service bot

Come migliorare l’assistenza IT con i Service Bots

Un caso pratico: l’integrazione con Microsoft Teams

In che modo possiamo rendere Microsoft Teams un canale self-service efficace per l’assistenza IT implementando dei service bot con funzionalità AI.

In un mondo dominato dallo smart working e da tipologie di collaborazioni sempre più fluide e ibride, la gestione degli spazi digitali necessita di una focalizzazione sul singolo utente che deve poter contare su un’assistenza da remoto continuativa e puntuale, da realizzarsi attraverso modalità di contatto semplici e immediate. 

Molte aziende stanno rispondendo a questa esigenza con l’implementazione di nuovi canali di supporto online, tra cui applicazioni basate sul web, social, assistenti digitali, chatbot, automazioni, che però generano una complessità che si ripercuote sull’IT: il 39% del personale di supporto intervistato da una ricerca Ivanti lamenta di avere troppi accessi da gestire, il 47% troppe notifiche e il 42% di utilizzare molteplici strumenti o piattaforme.

Come si può quindi bilanciare la necessità di semplificare le modalità di contatto da parte degli utenti con la fornitura di assistenza tempestiva e di qualità da parte di team IT sempre più oberati?

In realtà la soluzione non è così moderna e rivoluzionaria come può sembrare perché la base del successo del Service Desk si fonda su un concetto semplice: bisogna conoscere il proprio utente (o meglio il suo percorso) e creare una strategia per supportarlo utilizzando la gestione della conoscenza. Non si tratta di reinventare la ruota, ma invece di sfruttare la potenza di quello che si ha già. 

La comprensione delle esigenze del cliente

Con le nuove piattaforme digitali, si è intensificata l’interazione delle persone attraverso l’utilizzo di strumenti di chat, videoconferenza e collaborazione. Migliaia di organizzazioni, piccole e grandi, incluse 93 delle aziende Fortune 100 secondo un comunicato di Microsoft del 2020, hanno cominciato a utilizzare Teams come il proprio hub per il teamwork.

Si tratta di un canale ampiamente utilizzato e la cosa più semplice per l’utente sarebbe poter ottenere un feedback immediato per risolvere i problemi che sta sperimentando con la tecnologia attraverso questo strumento, che già viene utilizzato per scopi lavorativi, senza la necessità di dover entrare in altre piattaforme e/o inserire nuovi accessi.

Microsoft Teams potrebbe diventare un canale self-service efficace se integrato con funzionalità AI alla piattaforma di IT Service Management: potrebbe ridurre, infatti, i ticket di primo livello con risposte guidate grazie a una knowledge flow interattiva ed essere in grado di offrire visibilità sullo storico delle richieste di assistenza e sul loro avanzamento.

Come l’AI può venirci in aiuto

Grazie ad agenti virtuali con funzionalità AI al servizio di Teams e integrati con la piattaforma ITSM, è possibile fornire agli utenti risposte e conoscenza in formato conversazionale senza che ci sia la necessità della presenza fisica dall’altra parte di un operatore: 

  • i motori di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) possono analizzare gli input che vengono dagli utenti, identificare il loro intento e interrogare un database per fornire una risposta pertinente o attivare un processo automatizzato. Gli algoritmi NLP, infatti, sono stati addestrati sulle interazioni linguistiche tra esseri umani e computer e sono in grado di aiutare le interfacce AI a comprendere meglio il linguaggio umano, in modo da poter dialogare con le persone in modo più efficace e preciso.
  • l’apprendimento automatico con l’automazione dei processi robotici (RPA), in combinazione con NLP e contestualizzazione, permette che la tecnologia apprenda e migliori attraverso l’esperienza: ciò garantisce che ogni utente riceva ogni volta le risposte giuste ed evita loro la ripetizione di passaggi.


Con la tecnologia dei Service Bots, quindi è possibile raccogliere informazioni dagli utenti e guidarli automaticamente utilizzando procedure di conoscenza basate su supporti multimediali e persino intraprendere azioni per loro conto come la creazione di un ticket o richiedere e/o ottenere informazioni sui ticket già aperti.

 

Un caso pratico: l’integrazione tra Microsoft Teams e la piattaforma ITSM

 

In WEGG, in quanto consulenti esperti delle best-practices ITIL per la gestione dei servizi IT, supportiamo i nostri clienti nella definizione e strutturazione dei processi di Incident Management in modo che sia possibile implementare rapidamente agenti di supporto virtuali che forniscano risposte e agiscano per conto di chi richiede assistenza. 

Vediamo nello specifico come abbiamo integrato Microsoft Teams, il canale più utilizzato dagli utenti dell’azienda nostra cliente, alla piattaforma ITSM del nostro partner Easyvista per la fornitura di supporto self-service. 

Ecco un esempio di caso d’uso in cui l’abbiamo applicato: la creazione, consultazione e aggiornamento dei ticket aperti, il tutto effettuato in autonomia dall’utente finale.

Il vantaggio di un’integrazione bidirezionale tra Microsoft Teams e la piattaforma ITSM permette di leggere e scrivere dati lato utente, ma anche di ricevere aggiornamenti in caso di evoluzioni nel back-end nella gestione del ticket. Si può, infatti:

  • recuperare dati dallo strumento e mostrarli a seguito di richieste fatte tramite Teams: l’utente potrebbe, infatti, richiedere informazioni su un particolare ticket (tramite inserimento del numero) o visualizzare la lista di ticket a suo nome
  • creare un ticket: l’utente può richiedere tramite a Teams l’apertura diretta di un ticket, è sufficiente che fornisca un quick summary.
  • ricevere notifiche push in chat se ci sono stati eventi all’interno dello strumento ITSM (ad esempio cambio di stato nella gestione del ticket, o messaggi lasciati dal team di supporto)

  • gestire la valutazione del servizio fornito direttamente in chat,
    senza dover rispondere a questionari su piattaforme esterne e con la possibilità di salvare le risposte direttamente nella piattaforma di supporto

Come l’abbiamo implementato nell’ambiente del cliente


Dopo aver raccolto i requisiti funzionali e organizzato la conoscenza su tassonomie condivise con l’aiuto dell’AI, abbiamo:

  • strutturato sullo strumento ITSM le necessarie configurazioni per supportare le nuove funzionalità (tassonomie, flussi ecc.)
  • creato i flussi e le logiche che governano le interrogazioni fatte dagli utenti su Teams: lo abbiamo fatto tramite Microsoft Power Virtual Agent, in quanto i bot AI di Azure sono nativamente integrabili in Teams
  • impostato i flussi comunicativi attraverso Power Automate per il recupero dei dati da presentare all’utente o da modificare nello strumento ITSM


Il fatto che l’integrazione con Teams avvenga nel tenant del cliente permette l’autenticazione immediata degli utenti e di conseguenza, oltre alla facilità di accesso, si ha anche una maggiore sicurezza (accede solo chi può accedere secondo i requisiti di accesso aziendali), ed è possibile fornire esperienze personalizzate in base alla business unit o al team di lavoro dell’interlocutore che interroga il bot.

La flessibilità della piattaforma permette inoltre l’integrazione dei bot su canali multipli (portali web, applicazioni di messaggistica alternative), il tutto senza dover sviluppare soluzioni diverse e mantenendo l’uniformità dell’esperienza utente.

Vediamo un video dell’integrazione in funzione:

Inoltre, le funzionalità AI generative di Copilot Studio, di cui è parte Power Virtual Agent, aprono la porta alla realizzazione di scenari più complessi che permettono di creare bot in grado di gestire in autonomia logiche più complesse. Pensiamo ad una potenziale prima triage del ticket ancora prima che venga visionato da un operatore dell’help desk, riducendo il carico di lavoro del team di primo livello, oppure l’invio all’utente di una risposta basata su knowledge interna, consentendo la rapida risoluzione in autonomia delle segnalazioni più semplici.

In conclusione, possiamo affermare che l’integrazione con Teams agevola gli utenti perché si trovano a ricevere rapidamente risposte e aggiornamenti alle problematiche che riscontrano, ma anche il team IT stesso che si trova a demandare all’automazione le casistiche più ripetitive e per cui è già stata prevista una soluzione.

Si tratta di un win win.   


*Articolo a firma di Riccardo Sacchetto, IT Consultant in WEGG – The Impact Factory

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